Da calendario sono chiamati alle casse 4 volte l’anno per versare i contributi alla colf, alla badante o alla baby sitter che si occupa dei figli piccoli: sono gli oltre 850 mila datori di lavoro domestico regolari censiti dall’Inps che ogni trimestre devono ricordarsi di effettuare correttamente e nei tempi previsti i versamenti contributivi per l’attività svolta dal proprio collaboratore familiare nei 3 mesi precedenti. L’ultima scadenza è appena passata: lunedì 11 gennaio ricorreva, infatti, il termine per saldare il cosiddetto 4° trimestre del 2020, quello per l’attività lavorativa svolta tra ottobre e dicembre scorsi. La prossima deadline da segnare sul nuovo calendario è quella di sabato 10 aprile quando dovranno essere versati i contributi riferiti al 1° trimestre, gennaio-marzo 2021.

Ma cosa fare con la ricevuta del Pago Pa? Per una corretta gestione del rapporto di lavoro è buona regola archiviare sempre tutta la documentazione, soprattutto nel caso in cui si voglia ottenere la deduzione. Non tutti, infatti, sanno che i versamenti contributivi (solo nella quota a carico del datore di lavoro) possono essere portati in deduzione (a prescindere dalla mansione per cui viene assunto il lavoratore) per un massimo di 1549,37 euro l’anno.

Infine importante ricordare che vale il principio di cassa: sono quindi deducibili le spese sostenute nell’anno solare a prescindere dal trimestre di riferimento. Per fare un esempio: benché riferito all’attività lavorativa svolta nell’anno 2020, il versamento contributivo relativo al 4° trimestre appena concluso potrà essere inserito nella rendicontazione del 2021 (poiché la spese è stata sostenuta a gennaio 2021) e portato in deduzione solo in occasione della dichiarazione dei redditi 2022.