Il 30 marzo, a cinque anni dall’ultima iniziativa congiunta, tutte le parti sociali firmatarie del Ccnl del lavoro domestico — organizzazioni datoriali e sindacati — hanno inviato al Governo una piattaforma programmatica che individua cinque priorità di intervento, chiedendo l’avvio urgente di una riforma organica del comparto. Tra le realtà coinvolte anche Assindatcolf, in rappresentanza della parte datoriale insieme a Fidaldo, che aderisce pienamente a tutti i punti del documento condiviso.
- Tutela economica in caso di malattia
Introduzione di una copertura a carico dell’INPS, equiparabile a quella degli altri lavoratori dipendenti. - Tutela della maternità e della genitorialità
Garanzia di diritti e sostegni economici analoghi a quelli previsti negli altri settori. - Agevolazioni fiscali e contributive
Incentivi per le famiglie che applicano il contratto collettivo nazionale, per sostenere il lavoro regolare. - Gestione inclusiva dei flussi migratori
Superamento delle attuali rigidità per favorire ingressi regolari e coerenti con la domanda di assistenza. - Misure di welfare familiare
Rafforzamento del ruolo del lavoro domestico nelle politiche su disabilità, non autosufficienza e conciliazione vita-lavoro.
Il commento di Assindatcolf
Assindatcolf richiama con forza l’attenzione su due nodi centrali della riforma: flussi migratori e welfare. Sul primo fronte, l’associazione evidenzia come gli attuali decreti flussi risultino ancora inefficaci nel rispondere ai bisogni reali delle famiglie. Il sistema basato su quote e “click day” produce, infatti, tempi di attesa troppo lunghi e poco aderenti alla domanda concreta di assistenza, con il risultato di non garantire ingressi tempestivi e regolari di lavoratori. Per questo, secondo Assindatcolf, è necessario superare l’attuale modello con strumenti più flessibili.
Sul versante del welfare, l’associazione sottolinea invece l’urgenza di rafforzare il riconoscimento del lavoro domestico come componente integrante delle politiche pubbliche. In un Paese segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento della non autosufficienza e dalle difficoltà legate alla natalità, il settore deve essere pienamente valorizzato all’interno delle misure di sostegno a famiglie, disabilità e genitorialità. Ciò implica anche un maggiore investimento pubblico e strumenti economici adeguati, capaci di sostenere concretamente le famiglie e favorire l’emersione del lavoro regolare.

