Per coprire il fabbisogno familiare di cura e assistenza nel 2029, in Italia, serviranno almeno 2 milioni e 211 mila lavoratori domestici (colf e badanti), con un incremento nel triennio di quasi 122 mila unità, 40.522 all’anno: 7.440 italiani e 33mila stranieri, di cui circa 24mila non comunitari. Sono le nuove stime contenute nel Rapporto 2026 Family (Net) Work, più precisamente nello studio che Assindatcolf ha commissionato al Centro Studi e Ricerche IDOS.

Il dato dei circa 24mila lavoratori non comunitari indica con chiarezza il fabbisogno familiare atteso per il 2029. “Si tratta di una quota – osserva il vicepresidente di Assindatcolf, Alessandro Lupi – che auspichiamo possa trovare spazio nella futura programmazione dei flussi, che attualmente si ferma al 2028. In assenza di una sua prosecuzione, il rischio è una vera e propria implosione del sistema dell’assistenza familiare, pilastro del welfare pubblico, con famiglie sempre più anziane che non riescono a trovare sul mercato del lavoro una manodopera disponibile, anch’essa sempre più anziana: con il paradosso di avere assistenti familiari chiamate a prendersi cura degli anziani quando esse stesse si avvicinano a una condizione di bisogno assistenziale”.

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