Quando muore il datore di lavoro di una colf, badante o babysitter gli eredi devono occuparsi anche degli aspetti ancora aperti legati al rapporto di lavoro domestico, compresi gli eventuali contributi previdenziali non ancora versati. Ma cosa succede, dal punto di vista fiscale, ai contributi che vengono pagati dagli eredi? Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, se a sostenere la spesa è un erede, può essere proprio quest’ultimo a beneficiare della deduzione per i contributi riferiti al trimestre in cui è avvenuto il decesso.

Vediamo quindi chi può usufruire della deduzione, quali contributi possono essere dedotti e quali sono i limiti previsti.

Gli eredi possono dedurre i contributi della colf o della badante?

Sì. In caso di decesso del datore di lavoro, gli eredi che sostengono la spesa possono portare in deduzione i contributi riferiti al trimestre nel quale è avvenuto il decesso. La regola è richiamata anche dalla documentazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Non è quindi sufficiente essere erede: la deduzione è collegata alla spesa effettivamente sostenuta per il versamento dei contributi.

Quali contributi possono essere dedotti?

La regola generale prevede che siano deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, ma soltanto per la parte rimasta a carico del datore di lavoro.

Il limite massimo annuo di deduzione è pari a 1.549,37 euro. Il limite riguarda la quota effettivamente rimasta a carico del datore di lavoro.

Quale trimestre conta in caso di decesso del datore?

Il riferimento è ai contributi relativi al trimestre nel quale si è verificata la morte del datore.

Esempio: se il datore di lavoro muore il 20 settembre, il decesso avviene nel terzo trimestre, che comprende luglio, agosto e settembre. Se gli eredi sostengono il pagamento dei contributi riferiti a quel trimestre, la deduzione può spettare a loro, per la quota rimasta a carico del datore e nel limite previsto.

Attenzione a non confondere il trimestre di riferimento con il periodo d’imposta: per la deduzione dei contributi domestici vale in generale il principio di cassa, per cui rilevano le somme effettivamente versate nel periodo d’imposta.

Quale erede può usufruire della deduzione?

La deduzione non passa automaticamente a tutti gli eredi per il solo fatto di aver acquisito la qualità di erede. La regola riguarda gli eredi che sostengono effettivamente la spesa per il versamento dei contributi. È quindi importante conservare la documentazione dell’avvenuto versamento.

Deduzione o detrazione? Attenzione a non confonderle

La deduzione dei contributi previdenziali e assistenziali non va confusa con le detrazioni fiscali previste, in determinate condizioni, per le spese di assistenza personale a persone non autosufficienti.

La deduzione riduce il reddito complessivo sul quale viene calcolata l’imposta; la detrazione, invece, riduce direttamente l’imposta dovuta. Si tratta quindi di agevolazioni fiscali diverse, con presupposti e limiti differenti.

Cosa devono fare gli eredi dopo il decesso del datore?

La deduzione fiscale è solo uno degli aspetti da gestire. Il decesso del datore comporta anche adempimenti relativi alla cessazione del rapporto di lavoro domestico e alla posizione INPS.

Per le modalità operative aggiornate nel 2026, compresa la gestione delle deleghe e della comunicazione di cessazione, è utile consultare l’approfondimento dedicato alle nuove regole INPS in caso di decesso del datore di lavoro.

Leggi le nuove regole Inps in caso di decesso

In sintesi

  • Gli eredi possono beneficiare della deduzione per i contributi domestici quando sostengono la relativa spesa.
  • Nel caso del decesso, rilevano i contributi riferiti al trimestre nel quale è avvenuta la morte del datore.
  • È deducibile soltanto la quota dei contributi rimasta a carico del datore di lavoro.
  • Il limite massimo annuo di deduzione è pari a 1.549,37 euro.
  • La deduzione dei contributi è diversa dalle eventuali detrazioni per le spese di assistenza personale.

Per capire come pagare i contributi consulta il nostro approfondimento sulle modalità di pagamento on line dei contributi.