Aggiornato a luglio 2026 – L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle situazioni di non autosufficienza rendono sempre più centrale il tema dell’assistenza domiciliare. Per molte famiglie il costo di una badante rappresenta una spesa significativa, soprattutto quando l’aiuto necessario riguarda persone anziane con bisogni assistenziali elevati.

Quando si parla di bonus badante 2026, però, è importante chiarire un aspetto: non esiste un contributo con questo nome destinato a chi assume una collaboratrice familiare. L’espressione viene utilizzata per indicare un insieme di misure che possono aiutare le famiglie a sostenere i costi dell’assistenza, attraverso contributi economici e agevolazioni fiscali.

Tra gli strumenti principali rientrano: le detrazioni fiscali per le spese dello stipendio della badante, la deduzione dei contributi previdenziali versati, i rimborsi offerti da Cas.Sa.Colf, la prestazione universale INPS per la non autosufficienza e gli eventuali contributi regionali o comunali previsti dai singoli territori.

Chi può richiedere il bonus badante 2026

Poiché il bonus badante comprende più misure, i soggetti che possono accedere agli aiuti cambiano in base alla tipologia di agevolazione.

In generale possono beneficiare dei diversi strumenti:

  • persone anziane non autosufficienti;
  • persone con disabilità certificata;
  • famiglie che assumono una badante con contratto regolare;
  • datori di lavoro domestico che versano correttamente i contributi;
  • nuclei familiari che rispettano le soglie economiche previste dalle singole misure.

Bonus badante 2026: quali sono le agevolazioni previste

Il bonus badante comprende quindi diverse forme di sostegno, rivolte principalmente alle persone anziane non autosufficienti e alle famiglie che hanno l’esigenza di organizzare un servizio di assistenza in casa:

  • detrazione di 399 euro l’anno  (19% di 2.100 euro)  dello stipendio della badante;
  • deduzione dei contributi previdenziali INPS versati per il personale domestico nella quota a carico del datore per un massimo di 1.549,37 euro;
  • rimborso Cas.Sa.Colf di 300,00 € al mese per un massimo di 12 mesi consecutivi per le spese documentate ed effettivamente sostenute per il sostegno del costo dell’assistente familiare riservato ai datori in condizione di non autosufficienza permanente;
  • eventuali bonus regionali e comunali, che possono prevedere contributi per l’assistenza domiciliare sulla base dei bandi locali (per orientarsi in questo senso può risultare particolarmente utile l’Atlante Fidaldo, il portale della Federazione Italiana dei Datori di Lavoro Domestico con la mappa interattiva di tutte le agevolazioni regionali e nazionali a favore delle famiglie che assumono lavoratori domestici);
  • Prestazione Universale per anziani non autosufficienti, un sostegno destinato agli anziani con un livello particolarmente elevato di bisogno assistenziale ed in condizioni economiche precarie.

Qual è il limite di reddito per accedere al bonus badante

Non esiste un unico limite di reddito valido per tutte le agevolazioni legate alle badanti. Ogni strumento prevede infatti regole specifiche.

Per esempio:

  • la detrazione IRPEF del 19% per la retribuzione della badante prevede un limite di reddito complessivo del contribuente non superiore a 40.000 euro annui;
  • la deduzione dei contributi non prevede soglie, è destinata a tutti i datori di lavoro domestico, non solo a quelli che assumo badanti;
  • il rimborso Cas.Sa.Colf non prevede una soglia di reddito, tuttavia per ottenere il contributo il datore di lavoro domestico già iscritto deve vantare almeno 4 trimestri di contribuzione continuativa antecedenti alla presentazione della domanda;
  • i contributi regionali e comunali possono stabilire soglie differenti attraverso specifici bandi;
  • la Prestazione Universale richiede un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro.

Per questo motivo è importante verificare sempre quale misura si vuole richiedere e quali condizioni economiche sono previste.

Come richiedere le misure per il bonus badante 2026

Anche la modalità di richiesta varia in base all’agevolazione.

Per le agevolazioni fiscali occorre utilizzare la dichiarazione dei redditi:

  • la detrazione del 19% deve essere indicata nel modello 730 o nel modello Redditi, conservando la documentazione delle spese sostenute;
  • la deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante viene richiesta in sede di dichiarazione fiscale;
  • Il rimborso Cas.Sa.Colf si ottiene compilando una modulistica ad hoc disponibile sul sito www.cassacolf.it ed inviandola all’indirizzo pratichedatori@cassacolf.it o attraverso l’area riservata MYCASSACOLF presente sul sito www.cassacolf.it;
  • Per gli eventuali contributi regionali o comunali bisogna seguire le procedure indicate nei singoli bandi pubblici.

Per la Prestazione Universale la domanda può essere invece presentata all’INPS:

  • attraverso il portale dell’Istituto con SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi;
  • tramite un patronato.

Chi ha diritto alla Prestazione Universale

Per accedere alla misura, attualmente prevista in misura sperimentale fino al 31 dicembre 2026, è necessario rispettare contemporaneamente diversi requisiti:

  • aver compiuto almeno 80 anni;
  • essere titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • essere riconosciuti dall’INPS in una condizione di bisogno assistenziale gravissimo;
  • avere un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro;
  • non essere ricoverati stabilmente in una RSA o in strutture residenziali equivalenti.

La Prestazione Universale si compone di una quota corrispondente all’indennità di accompagnamento e di una quota integrativa, chiamata Assegno di assistenza, che può arrivare fino a 850 euro mensili.

Quest’ultima componente non può essere utilizzata liberamente, ma deve essere destinata al pagamento di servizi di assistenza qualificata oppure di un lavoratore domestico assunto con regolare contratto.

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