Con l’avvio della stagione della dichiarazione dei redditi, per le famiglie che impiegano colf, badanti e baby sitter si riapre il tema delle agevolazioni fiscali legate al lavoro domestico in regola.

In questa guida vengono raccolte in modo chiaro le principali regole fiscali da conoscere: deduzioni, detrazioni, limiti di spesa, requisiti e casi particolari, con l’obiettivo di orientarsi tra le diverse misure, evitando errori nella compilazione della dichiarazione e nella gestione della documentazione necessaria.

 

Scadenze e gestione del rapporto di lavoro domestico

Il lavoro domestico non si limita al pagamento dello stipendio. Le famiglie datrici devono gestire correttamente:

  • Versamento dei contributi INPS trimestrali;
  • comunicazioni obbligatorie di assunzione e cessazione;
  • documentazione utile per la dichiarazione dei redditi;
  • certificazioni necessarie per deduzioni e detrazioni;

Un riepilogo aggiornato delle principali scadenze è utile per evitare errori nella gestione fiscale del rapporto Scadenze lavoro domestico.

 

Detrazioni e deduzioni: quanto si può recuperare

Nel sistema fiscale italiano, le agevolazioni legate al lavoro domestico non funzionano tutte allo stesso modo. Per le famiglie che assumono colf, badanti o baby sitter, il beneficio fiscale passa infatti attraverso due strumenti diversi, che incidono in modo differente sul reddito e sulle imposte dovute.

Deduzione contributi Inps colf e badanti

  • fino a 1.549,37 euro l’anno

Questa è la quota di contributi previdenziali che può essere sottratta dal reddito complessivo.

Effetto pratico:

  • riduce il reddito su cui si calcola l’IRPEF;
  • il vantaggio varia in base allo scaglione fiscale del contribuente;
  • riguarda i contributi INPS versati dal datore di lavoro.

Detrazione per assistenza a persone non autosufficienti

  • 19% su un massimo di 2.100 euro di spesa

In pratica:

  • rimborso massimo teorico: circa 399 euro l’anno;
  • spetta solo in caso di assistenza a persone non autosufficienti;
  • richiede certificazione medica della condizione;
  • reddito del contribuente entro 40.000 euro.

Approfondimento su detrazioni e deduzioni nel lavoro domestico Detrazioni e deduzioni colf e badante.

Cassazione e spese per disabilità grave: quando l’assistenza può diventare interamente deducibile

Con ordinanza del 9 gennaio 2025, la Corte di Cassazione ha ampliato l’interpretazione restrittiva adottata dall’Agenzia delle Entrate in materia di deducibilità delle spese per assistenza a disabili gravi.

La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di disabilità grave ai sensi dell’art. 3 della legge 104/1992, le spese per assistenza possono essere dedotte ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera b) del TUIR anche quando l’assistenza è prestata da soggetti privi di specifiche qualifiche professionali (come infermieri o fisioterapisti).

Secondo l’Agenzia delle Entrate, invece, la deduzione riguardava esclusivamente le spese per “assistenza specifica” resa da personale professionalmente qualificato, mentre le spese per badanti o addetti all’assistenza nei casi di non autosufficienza restavano detraibili nei limiti del 19% su un massimo di 2.100 euro (art. 15, comma 1, lett. i-septies TUIR), con reddito non superiore a 40.000 euro.

La Cassazione, al contrario, ha affermato che la deducibilità deve essere valutata in relazione alla condizione del beneficiario (disabilità grave ex legge 104/1992) e non alla qualifica del soggetto che presta l’assistenza, aprendo alla possibilità di deduzione dell’intera spesa sostenuta per assistenza alla persona nei casi previsti.

Tuttavia, ad oggi non risultano ancora indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate che recepiscano espressamente l’orientamento espresso dalla Cassazione con l’ordinanza del 9 gennaio 2025, con un possibile disallineamento tra giurisprudenza e prassi amministrativa.

 

Novità: detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali

Accanto alle agevolazioni fiscali che riguardano le famiglie datrici di lavoro — come deduzioni e detrazioni — è prevista anche una misura che interessa direttamente i lavoratori. Si tratta della possibilità che alcuni aumenti retributivi previsti dai rinnovi del contratto collettivo possano beneficiare di una tassazione sostitutiva al 5%, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa fiscale.

Per il dettaglio dei requisiti e delle modalità applicative: Detassazione aumenti lavoro domestico.