Decreto flussi per il lavoro domestico:
il fabbisogno di colf badanti e babysitter non comunitari
per le famiglie italiane


Per coprire il fabbisogno familiare di cura e assistenza domestica in Italia servirebbero fino a 23mila lavoratori non comunitari l’anno da assumere nei ruoli di colf e badanti. Sul triennio 2023-2025, considerando la crescita del fabbisogno delle famiglie, i lavoratori non comunitari che servirebbero si calcolano fra le 68mila e le 89mila unità.
Perché questa crescita esponenziale? C’è da considerare il tasso di incremento della popolazione anziana nel nostro Paese, ma anche il fatto che molti lavoratori domestici attualmente impiegati nei prossimi anni raggiungeranno l’età pensionabile.
La scarsità del personale domestico in Italia è dovuta alla gestione dei flussi di immigrazione. L’ultimo decreto flussi relativo al lavoro domestico risale infatti al 2010. Il 7 luglio 2023, il Governo ha approvato finalmente quote di immigrazione programmata anche per il lavoro domestico.

Programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavori stranieri per il triennio 2023-2025. Leggi tutti i dettagli sul dpcm del 7 luglio 2023 >>

Una grande vittoria per Assindatcolf, che ha portato avanti questa battaglia in tutte le sedi, istituzionali e non, al fine di dare alle famiglie italiane la possibilità di assumere colf badanti e babysitter non comunitarie in piena regola.

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Presentazione delle domande per il decreto flussi:
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