Allarmanti i dati sul settore domestico presentati dall’Inps: il continuo decremento del lavoro regolare, che nel 2023 è calato di altre 68mila unità, certifica un indubbio aumento del ‘nero’. In un Paese che tende sempre più strutturalmente all’invecchiamento, nonché fanalino di coda per nuovi nati, è impensabile che il lavoro domestico non venga ancora considerato una priorità dell’agenda politica. Gli unici provvedimenti recentemente messi in campo per il comparto sono tutti rivolti ad una platea over 80 con Isee bassissimo, una goccia in mezzo al mare rispetto alle reali esigenze”.

È questo il commento del presidente di Assindatcolf Andrea Zini, ai nuovi dati dell’Osservatorio sul lavoro domestico dell’Inps, secondo il quale “servono misure universali e non legate all’Isee”. Al contrario secondo Zini “si produrrà evasione per dimostrare di essere ‘poveri’ ed un incremento del lavoro irregolare. Abbiamo urgente bisogno di provvedimenti che rispecchino l’evoluzione che ha vissuto il comparto domestico negli ultimi decenni”.

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