Lo scorso 4 giugno la premier Giorgia Meloni ha svolto un’informativa all’Esecutivo nazionale in merito alle procedure di ingresso dei lavoratori non comunitari tramite cosiddetti ‘Decreti flussi’.

“Dopo la formazione del Governo – ha detto la Premier – abbiamo dovuto definire rapidamente i flussi di ingresso regolare in Italia per motivi di lavoro relativi all’anno 2022, e lo abbiamo fatto con il D.P.C.M. del 29 dicembre 2022. Successivamente abbiamo emanato il D.P.C.M. 27 settembre 2023, che attua la programmazione dei flussi per il triennio 2023-2025, secondo quanto previsto – in via sperimentale – dal c.d. decreto Cutro. Come Presidenza, e d’intesa con tutte le amministrazioni interessate, abbiamo costituito un tavolo tecnico per monitorarne l’applicazione. Ora da quel monitoraggio emergono dati allarmanti. Il fatto è questo. Da alcune regioni, su tutte la Campania, abbiamo registrato un numero di domande di nulla osta al lavoro per extracomunitari, durante il click day, totalmente sproporzionato rispetto al numero dei potenziali datori di lavoro, siano essi singoli o imprese”. E ancora: “Dato ancora più preoccupante è che a fronte del numero esorbitante di domande di nulla osta, solo una percentuale minima degli stranieri che hanno ottenuto il visto per ragioni di lavoro in base al “Decreto Flussi” ha poi effettivamente sottoscritto un contratto di lavoro. In Campania, meno del 3% di chi entra con un nulla osta sottoscrive poi un contratto di lavoro”

Giorgia Meloni ha quindi informato il Governo di essersi “recata dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo per consegnare un esposto sui flussi di ingresso in Italia di lavoratori stranieri avvenuti negli ultimi anni avvalendosi del c.d. “Decreti Flussi”.

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Questa la reazione  del presidente di Assindatcolf: “Il nostro Paese ha bisogno del contributo dei lavoratori stranieri. Questo è tanto più vero in un settore come quello dell’assistenza alla persona e alla casa, in cui oltre il 70% della forza lavoro non è italiana. Per questo sono anni che chiediamo regole e tempi certi e strumenti flessibili: gli unici antidoti per scongiurare irregolarità o, peggio ancora, derive criminali”.

 

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