Assumere una badante in ‘nero’ può sembrare una scorciatoia per evitare burocrazia e ridurre i costi, che, nel caso dell’assistenza, possono essere anche molto elevati: circa 19mila euro l’anno per una figura a tempo pieno, convivente. Tuttavia, il ‘risparmio’ iniziale dell’irregolarità può trasformarsi in un peso economico molto più grande in caso vertenze o incidenti sul lavoro. In questo articolo analizziamo i veri costi di questa scelta, i rischi legali e le alternative regolari che garantiscono sicurezza, sia per il datore di lavoro che per la badante.

Il falso mito del risparmio

Molti pensano che pagare una badante in ‘nero’, ovvero senza un contratto, sia economicamente conveniente: si evitano i versamenti dei contributi previdenziali, la tredicesima, l’accumulo del TFR, la gestione delle procedure di assunzione ma anche delle ferie, della malattia, dei permessi o degli straordinari. Una ‘scelta’ quasi obbligata quando non si hanno risorse economiche a sufficienza per coprire i costi, che sono molto più alti della retribuzione netta che percepisce la badante. Ecco un esempio calcolato sulla base delle tariffe minime sindacali del 2025 relativamente ad una badante convivente a tempo pieno, assunta per assistere una persona non autosufficiente.

Retribuzione mensile netta lavoratore

Retribuzione lorda: 1.137,86 €
Contributi INPS e Cassa Colf (a carico lavoratore): -77,22 €
Retribuzione netta mensile: 1.060,64 €

 Costo mensile netto per il datore di lavoro

Retribuzione netta versata al lavoratore: 1.060,64 €
Rateo 13ª mensilità: 111,32 €
Rateo ferie: 111,29 €
Rateo TFR: 107,20 €
Contributi INPS e Cassa Colf: 299,52 €
Costo totale mensile per il datore: 1.689,97 €

I rischi per del lavoro irregolare

Far lavorare una badante senza un contratto, ovvero in ‘nero’, può rappresentare un grande rischio per il datore, economico ma non solo!

  • Il datore è comunque responsabile per eventuali danni o infortuni sul lavoro, ma senza avere alcuna copertura assicurativa;
  • In caso di vertenze, il lavoratore può richiedere gli arretrati per stipendi, ferie, tredicesime, trattamento di fine rapporto, straordinari e contributi non versati;
  • Agli importi versati al lavoratore si aggiungono elevate sanzioni amministrative e civili.

Sanzioni per chi paga in ‘nero’ la badante

Le normative italiane puniscono severamente il lavoro sommerso, anche nel settore domestico, dove però il datore non è un’impresa ma una famiglia. I principali rischi per il datore di lavoro includono:

  • Multe per mancata comunicazione all’INPS: se l’assunzione non viene comunicata entro le 24 ore precedenti l’inizio del lavoro, si rischia una sanzione amministrativa tra 100 e 500 euro per ogni lavoratore (Art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 276/2003);
  • Sanzioni per mancato versamento dei contributi: il datore di lavoro che non versa i contributi all’INPS può subire una sanzione tra il 30% e il 60% dei contributi non pagati (Art. 116, comma 8, lettera b), della Legge n. 388/2000);
  • Se il lavoratore è straniero senza permesso di soggiorno, il datore rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore (Art. 22, comma 12, D.Lgs. n. 286/1998).

Vertenze e richieste di risarcimento

Se una badante assunta in ‘nero’ decide di intentare una causa, il datore di lavoro potrebbe trovarsi a pagare:

  • Retribuzioni in linea con l’inquadramento e la mansione;
  • Ferie e tredicesime non corrisposte;
  • Contributi previdenziali e TFR;
  • Danni per il mancato percepimento di indennità come ad esempio la Naspi.

Molti lavoratori ricorrono alla giustizia per ottenere quanto dovuto. Il rischio per il datore è quindi di dover pagare in un’unica soluzione somme molto elevate, oltre a spese legali e processuali.

Infortuni sul lavoro

Se una badante in “nero” subisce un infortunio, il datore di lavoro potrebbe essere ritenuto responsabile sia civilmente che penalmente. In assenza di copertura INAIL dovrà risarcire interamente le spese mediche, il reddito non percepito a causa dell’inabilità e gli eventuali danni permanenti.

Perché conviene assumere una badante in regola?

Assumere una badante con un contratto regolare offre numerosi vantaggi:

  • Tutela legale: il datore di lavoro non corre rischi di multe, vertenze o risarcimenti;
  • Copertura assicurativa: la badante è coperta dall’INAIL in caso di infortunio;
  • Agevolazioni fiscali (si veda il paragrafo successivo).

Detrazioni e deduzioni fiscali per le famiglie

Uno dei vantaggi principali di assumere una badante in regola è la possibilità di ottenere benefici fiscali:

  • Deduzione dei contributi previdenziali: il datore di lavoro può dedurre dal reddito imponibile i contributi INPS versati fino a 1.549,37 euro all’anno (Art. 10, comma 2, del TUIR);
  • Detrazione del 19% sulla spesa per la badante: per soggetti non autosufficienti, è possibile detrarre il 19% delle spese sostenute fino a 2.100 euro annui, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro (Art. 15, comma 1, lett. i-septies del TUIR);
  • Prestazione universale per la non autosufficienza: dal 1° gennaio 2025 è possibile richiedere un nuovo contributo economico da 850 euro al mese per pagare la badante che assiste persone over 80, disabili, con Isee socio sanitario sotto i 6mila euro;
  • Ulteriori agevolazioni previste da regioni e comuni in cui si svolge il rapporto di lavoro.

Questi vantaggi riducono significativamente il costo effettivo della badante e rendono l’assunzione regolare una scelta molto più conveniente.

Come regolarizzare una badante

Ecco un piccolo vademecum degli step necessari per assumere una badante in modo corretto:

  • Comunicare l’assunzione all’INPS tramite il sito ufficiale o un intermediario. In questo Assindatcolf ti può offrire un’assistenza completa, dalla lettera di assunzione all’elaborazione delle buste paga e dei PagoPa trimestrali per il versamento dei contributi Inps e Cassacolf;
  • Stipulare un contratto secondo le indicazioni contenute nel CCNL del lavoro domestico. Mi raccomando, quello sottoscritto dalla Fidaldo! Con un occhio ai minimi retributivi che di anno in anno subiscono variazioni;
  • Versare trimestralmente i contributi INPS, che garantiscono anche una copertura assicurativa all’INAIL contro gli infortuni.

Conclusione

Il costo di una badante in ‘nero’ non è solo quello dello stipendio mensile, ma include rischi legali ed economici che possono portare a sanzioni, vertenze e spese impreviste. Al contrario, un’assunzione regolare offre sicurezza, benefici fiscali e tutela per entrambe le parti. Quindi, il vero risparmio si ottiene scegliendo la legalità.

 

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