Con la parola “colf” si intende la figura professionale che si occupa della pulizia della casa, della preparazione dei pasti, della lavanderia, della cura degli spazi verdi e anche dell’assistenza agli animali domestici. Stabilire con cura i compiti che si intende affidare alla colf è fondamentale sia per inquadrarla correttamente nella lettera di assunzione, che per evitare successive controversie. Quello che non tutti sanno è, però, il significato della parola, quali sono le sue origini. Facciamo chiarezza.

Origine della parola Colf

Colf è l’abbreviazione di col(laboratore/trice) f(amiliare). In realtà il femminile sarebbe d’obbligo, poiché quasi il 90% degli addetti operativi nel comparto domestico sono donne! La definizione tecnica prevista nel Ccnl domestico è invece quella di ‘collaboratrice generica polifunzionale’, anche se il suo livello di inquadramento dipende dal grado di autonomia (lo vedremo di seguito).

Che differenza c’è tra l’assistente familiare e la colf?

Non esistono differenze tra colf e assistente familiare. Con il rinnovo contrattuale sottoscritto dalla Fidaldo l’8 settembre 2020 è stata inaugurata un’importante novità dal punto di vista semantico. Per la prima volta, infatti, viene introdotto il termine generico di ‘assistente familiare’ con il quale si definiscono non solo le colf, ma anche le badanti e le baby sitter, così come tutti i profili professionali contemplati nel Ccnl di categoria. Una piccola ‘rivoluzione’ linguistica che punta a far fare un salto di qualità al settore, per molti ancora considerato di ‘serie B’.

Il termine ha, infatti, attraversato un percorso di evoluzione linguistica parallelo allo sviluppo del settore domestico. Da un passato in cui termini come ‘serve’ erano comunemente utilizzati, la parola “colf” ha indubbiamente rappresentato un punto di svolta. Questa evoluzione linguistica è, quindi, lo specchio dei cambiamenti nella società e nella percezione del lavoro domestico. L’emergere di nuove necessità e ruoli, insieme ad una maggiore consapevolezza dell’importanza e del valore del lavoro domestico, ha portato verso un maggiore riconoscimento per coloro che lo svolgono. Tuttavia la strada per il pieno riconoscimento del fondamentale ruolo di queste lavoratrici anche nell’affrontare grandi sfide come empowerment femminile, migrazioni e conciliazione di tempi di vita e di lavoro, è ancora molto lunga e dipenderà anche dall’attenzione che la politica e le istituzioni sapranno accordare nel prossimo futuro.

 Inquadramento della colf

Il contratto collettivo che disciplina il settore domestico individua 8 livelli di inquadramento. I lavoratori che svolgono prevalentemente mansioni orientate alla cura e alla gestione della casa dovranno essere inquadrati secondo le indicazioni contenute nei primi 4 livelli (A, B, C, D), mentre il personale dedicato all’assistenza delle persone dovrà essere inquadrato al livello ‘super’. La colf, a seconda della sua autonomia, può essere inquadrata a livello A o B.

Colf livello A – Appartengono a questo livello gli assistenti familiari, non addetti all’assistenza di persone, che svolgono con competenza le proprie mansioni a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro, nel caso dell’addetto alle pulizie, che dovrà svolgere esclusivamente mansioni relative alla pulizia della casa.

Colf livello B – Appartengono a questo livello gli assistenti familiari che svolgono con specifica competenza le proprie mansioni a livello esecutivo. Nello specifico, il collaboratore familiare generico polifunzionale svolge le plurime incombenze relative al normale andamento della vita familiare, compiendo, promiscuamente, mansioni di pulizia e riassetto della casa, di addetto alla cucina, di addetto alla lavanderia, di assistente ad animali domestici, nonché altri compiti nell’ambito del livello di appartenenza.

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